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    Colture

    Giovedì, 26 Agosto 2021 12:28

    Dall’uva da tavola alle mandorle: il progetto di “Lalla Mandorle”

    Un’avventura che sa di Puglia, tradizione e famiglia: è la storia di “Lalla Mandorle”, piccola azienda a conduzione familiare di Grottaglie (Ta) che da qualche anno ha deciso di convertire alcuni terreni coltivati a uva da tavola in mandorleti.

    Dall’uva da tavola alle mandorle: a raccontare il progetto di “Lalla Mandorle”, piccola azienda agricola del tarantino, il titolare Giovanni Blasi.

    Operante nel settore della comunicazione, da qualche anno Giovanni Blasi ha avviato il progetto “Lalla Mandorle”, una piccola azienda a conduzione familiare sita a Grottaglie (Ta).

    “Quattro anni fa ho iniziato questo progetto - racconta Blasi - si tratta di terreni di famiglia coltivati a uva da tavola ormai datati che abbiamo deciso di convertire a mandorle. Ho iniziato con mandorle della varietà Tuono su un ettaro con sesto d’impianto 5x6. Lautunno scorso abbiamo espiantato un altro vigneto che in novembre verrà sostituito da un nuovo mandorleto. Tra qualche anno procederemo con l’espianto di un altro vigneto”.

    Come mai avete optato per le mandorle?
    L’agricoltura per me rappresenta una passione, difatti nella vita mi occupo di altro. In tal senso, uno dei motivi che mi ha portato a scegliere la mandorla è proprio questo: essendo impegnato in un altro lavoro, occorreva una coltura più semplice da gestire rispetto all’uva da tavola.
    Poi ho valutato altri fattori: in primo luogo, la tendenza del mercato che apprezza sempre più la frutta secca in generale e la mandorla, in modo particolare. Inoltre, è un prodotto adattabile a diverse esigenze: dall’industria dolciaria alle pasticceria, dalla consumazione del frutto tal quale a quella come snack salutare. Le proprietà organolettiche della mandorla la rendono versatile, in più - rientrando nella frutta secca - gode di lunga conservabilità.
    Ultima, ma non per importanza, la tipicità del frutto, strettamente legato alla Puglia e alla nostra tradizione sia territoriale che familiare.

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    Avete già concluso le operazioni di raccolta?

    Sì, la raccolta è avvenuta manualmente dopo ferragosto e adesso stiamo concludendo il processo di essiccazione. Al momento ricorriamo a una essiccazione naturale, quindi i frutti vengono esposti al sole, dopo essere state smallate in campo. Complessivamente siamo soddisfatti, perché dal punto di vista qualitativo il prodotto è ottimo.

    E adesso quali sono i progetti per il futuro di “Lalla Mandorle”?
    Sicuramente, come accennavo, l’obiettivo è aumentare la produzione. Accanto a questo, però, il sogno nel cassetto è legare ancora di più il mio lavoro quotidiano con la passione per l’agricoltura e le mandorle in particolare. Occupandomi di comunicazione digitale, il progetto è dunque arrivare a promuovere personalmente il prodotto, realizzando un piccolo laboratorio di trasformazione dove poter presto confezionare le mandorle che produco.

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    Ilaria De Marinis
    © fruitjournal.com

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